Kickoff meeting - Inizia il progetto ERASMUS+ Dirtyfoot
“Increasing Knowledge and Awareness with Appropriate Changes in the University Curriculum to Ensure Sustainability of Reducing the Water Footprint Resulting from Maritime Activities”
È con piacere ed orgoglio che l’Istituto Eco Ambientale annuncia la partecipazione al progetto europeo dal titolo “Aumentare la conoscenza e la consapevolezza attraverso adeguati cambiamenti nel curriculum universitario per garantire la sostenibilità della riduzione dell’impronta idrica derivante dalle attività marittime”, cofinanziato nell’ambito di Erasmus+ Programme KA2 Cooperation Partnerships in Higher Education (KA220-HED).
Il progetto, coordinato dalla Karadeniz Technical University (Turchia), vede oltre alla nostra anche la collaborazione con l’Università di Creta (Grecia) e l’Università di Zagabria (Croazia). Il progetto ha una durata di 30 mesi e un budget complessivo di 250.000 euro.
Il progetto Erasmus+ DirtyYFOOT, è stato avviato ufficialmente il 1° ottobre 2025. La riunione di avvio del progetto si è tenuta il 17 dicembre 2025. Il progetto mira a sensibilizzare l’opinione pubblica sull’impatto delle attività marittime sull’impronta idrica.
A tal fine, il progetto si concentra sulla formazione degli studenti dell’istruzione superiore professionale attraverso approcci didattici innovativi durante il loro percorso di studi, con l’obiettivo di potenziare le loro conoscenze e la loro consapevolezza affinché possano contribuire alla riduzione dell’impronta idrica nel corso della loro carriera professionale.
Uno dei temi principali della riunione di avvio è stata la cooperazione e la condivisione delle conoscenze tra i partner. Tutti i partecipanti hanno condiviso le proprie esperienze, competenze e conoscenze relative ai concetti di impronta idrica, creando una solida base per una collaborazione efficace.
Questo scambio di informazioni ha messo in luce la diversità delle competenze tra i paesi partecipanti e ha sottolineato l’importanza della cooperazione internazionale nella riduzione e nella sensibilizzazione sull’impronta idrica negli ambienti marini. Inoltre, si è discusso dell’integrazione dei concetti di impronta idrica nei programmi didattici.
In occasione dell’incontro di avvio del progetto sono state presentate in dettaglio le attività previste nell’ambito dei pacchetti di lavoro (WP1–WP5) ed è stata definita una chiara tabella di marcia per l’attuazione del progetto. Il progetto comprenderà lo sviluppo di materiali didattici, la digitalizzazione di tali materiali e la creazione di un indicatore dell’impronta idrica.
29 aprile 2026 - Meeting con i partners del progetto
Oggi, il gruppo dello IEA è stato ospite in un proficuo incontro online con il capo progetto Karadeniz Technical University (Turchia) insieme agli altri partner, l’Università di Zagabria (Croazia) e l’Università di Creta (Grecia).
Sono state presentate le prime cinque lecture notes ai partner del progetto che si impegnano a tradurle e ad implementarle con le informazioni sulle attuali politiche e normative dell’UE e nazionali in materia di impronta idrica, corredata da esempi di buone pratiche nel settore marittimo sia a livello dell’UE che a livello nazionale.
7 luglio 2026 - Continuano le riunioni operative dello IEA
Recentemente i soci dello IEA si sono riuniti per continuare i lavori di programmazione per il Progetto ERASMUS+ DIRTYFOOT.
Ricevute le prime cinque lecture notes da parte del team di progetto del KTÜ (Karadeniz Technical Univerity – Turchia) sono state tradotte, discusse e riadattate per la platea degli studenti che saranno coinvolti nel progetto.
Prossimi steps
Il progetto ora entra in una fase ad alta attività. La prossima scadenza è fissata per la fine di ottobre 2026 dove saranno finalizzate tutte le lecture notes, i manuali e i materiali di curriculum per avviare il “training of trainers”.
Il prossimo incontro con tutte le parti internazionali coinvolte nel progetto è programmato per la fine di luglio 2026 dove avverrà il coordinamento, la revisione e lo scambio dei materiali prodotti per lo svolgimento delle attività future.
Le prime 5 Lectur Notes
Lecture Note n.01
Gli ecosistemi acquatici sono sistemi dinamici formati da organismi viventi (fattori biotici) e dall’ambiente
fisico-chimico (fattori abiotici) con cui interagiscono nell’acqua. Non si tratta semplicemente di masse
d’acqua, bensì di sistemi interconnessi che coprono il 71% della superficie terrestre, regolando gli equilibri
biologici, chimici e climatici.
Lecture Note n.02
Il volume totale dell’acqua sulla Terra è di circa 1,5 miliardi di km3, la stragrande maggioranza della
quale (più del 97%) si trova negli oceani come acqua salata. Al contrario, le risorse di acqua dolce sono
limitate e in gran parte sequestrate nei ghiacciai (in particolare nei cerchi
artico e antartico) e delle riserve di acque sotterranee.
Lecture Note n.03
L’eutrofizzazione è un processo innescato dall’eccessivo accumulo di nutrienti, come azoto e fosforo , nei corpi idrici, che porta a una serie di problemi ecologici. Deriva principalmente da fattori antropogenici. Si possono formulare molte definizioni di inquinamento; alcune di queste includono: la contaminazione di acqua, suolo e aria con sostanze che influiscono negativamente sulla salute umana e sull’ambiente.
Lecture Note n.04
La gestione sostenibile delle risorse idriche richiede di trovare un equilibrio tra efficienza economica, equità sociale e tutela ambientale. Per ridurre i rischi idrici e contrastare la “bancarotta idrica globale”, le organizzazioni industriali devono investire in sistemi di monitoraggio digitali, passare a processi a basso consumo idrico e rendere l’analisi dell’impronta idrica parte integrante della propria rendicontazione aziendale.
Lecture Note n.05
L’ impronta idrica di un bene o servizio si ottiene sommando i volumi di acqua dolce utilizzati nella sua produzione nelle varie fasi della catena produttiva. Il “consumo idrico” viene misurato in termini di volumi di acqua consumata (evaporata) e/o inquinata. Essa è un indicatore geograficamente esplicito che mostra non solo i volumi di acqua utilizzata e inquinata, ma anche le specifiche località e i tempi di tale utilizzo.




